riscaldamento dal terreno - efficenza nelle pompe di calore

ENERGIA RINNOVABILE DALLA TERRA


Da quando è stata introdotta la certificazione energetica degli edifici, le pompe di calore sono diventate un must, insieme ai pannelli radianti, per ottenere la classe A, e quindi bassi consumi e ridotti costi gestionali per il riscaldamento. Inoltre consentono di climatizzare d'estate, di eliminare le problematiche di sicurezza legate all'impiego del gas e, in alcune versioni, di produrre anche l'acqua calda sanitaria.

Le pompe di calore tuttavia non sono tutte eguali e la scelta della tipologia ottimale è fondamentale per ottenere il migliore risultato. Tutto dipende dal tipo di edificio e dalle condizioni climatiche della località. La versione più semplice e più economica è quella “ad aria”, adatta sia ad abitazioni unifamiliari sia a condomini. Va detto, però, che al diminuire della temperatura dell'aria esterna, ovvero proprio nel momento di maggiore richiesta di riscaldamento, essa presenta un calo di potenza termica e di rendimento. Questa tipologia risulta quindi particolarmente adatta ai climi miti del centro-sud del nostro paese.

Può essere utilizzata anche nelle località più fredde del Nord, a patto, però, di adottare degli opportuni accorgimenti, in primo luogo per quanto riguarda la scelta della taglia, ovvero della potenza termica resa, che deve tenere conto delle condizioni climatiche più sfavorevoli. Chi non è del mestiere, infatti, spesso non si accorge che le prestazioni indicate sui cataloghi dai costruttori si riferiscono ad una temperatura dell'aria di 7 °C, considerata come valore medio nella stagione invernale. È invece necessario accertarsi di quale sia la resa alla temperatura minima che si può verificare durante l'inverno. Se non si vogliono correre rischi è anche possibile abbinare alla pompa di calore una caldaia a gas oppure delle resistenze elettriche che intervengono quando la temperatura scende sotto zero.

Per superare i limiti delle versioni ad aria, sempre di più si ricorre all'utilizzo di quelle “ad acqua”, dette anche geotermiche, che consentono di ottenere valori sempre elevati di potenza e di rendimento in quanto non sono influenzate dalla temperatura esterna. Le pompe di calore geotermiche sono disponibili in due versioni: a circuito aperto e a circuito chiuso. Le prime utilizzano l'acqua di falda, prelevata e restituita mediante due pozzi. Tale soluzione comporta costi di investimento accettabili se l'acqua è disponibile ad una profondità non superiore a 20/30 metri. Tuttavia l'utilizzo della falda è soggetto a lunghe pratiche autorizzative e, in molte province italiane, non è permesso.

Queste problematiche non sussistono invece con le pompe di calore a circuito chiuso, che prelevano il calore dal terreno nel quale viene installato uno scambiatore costituito da tubazioni in plastica percorse da un fluido incongelabile. A seconda dello spazio disponibile le tubazioni interrate possono essere installate in orizzontale oppure in verticale (le cosiddette sonde). Il problema delle pompe di calore a circuito chiuso è costituito dall'elevato costo di investimento che, se confrontato con quello delle caldaie a gas o delle pompe di calore ad aria, comporta un tempo di recupero molto lungo. La convenienza economica di questa soluzione andrebbe quindi sempre verificata attentamente, in particolare in caso di impiego per abitazioni unifamilari.

In definitiva chi valuta l'acquisto di una casa, e quindi di un impianto di riscaldamento, dovrebbe conoscere non solo i vantaggi, ma anche i limiti delle pompe di calore, per evitare di rimanere poi deluso, sia al momento della presentazione del preventivo per l'installazione sia al ricevimento delle prime bollette.
Come fare la scelta giusta? Certamente informandosi bene, e magari chiedendo consiglio a un amico termotecnico!

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