ISRAELE INVESTE 3 MILIARDI DI DOLLARI NEL SOLARE
Un obiettivo. Il 40 % dell’energia necessaria per soddisfare i bisogni dei cittadini in Israele deve provenire dal sole.
Questa meta è stata stabilita per far fronte alla crisi energetica della nazione e di conseguenza sono stati investiti tre miliardi di dollari.
Questo progetto prevede la realizzazione di centrali solari nel deserto, in particolar modo in quello del Negev che sarà seguito in collaborazione con le unità agricole israeliane. Questa scelta ha anche un valore geopolitico in quanto sorge il problema della scarsità di greggio aggravato dal fatto che i maggiori produttori sono Paesi che non hanno buoni rapporti con il governo Israeliano. Per questo si è scelto di rivolgersi alle energie alternative. Un gruppo di volontari locali chiamati Kibbutz si è mostrato già da tempo favorevole al settore dell’ energia solare. Infatti si può datare intorno al 1973 il primo impianto solare eseguito per una comunità agricola.
Quindi la scelta del solare nasce dalla volontà della comunità agricola di essere autosufficiente e dall’ obiettivo di Israele di non dipendere più dai paesi stranieri in quanto ad energia.
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