SPECIALI INNOVAZIONI PER LE SCUOLE ITALIANE
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Lo sviluppo ambientale è sempre più esteso nelle scuole italiane. Questo è ciò che afferma “Ecosistema Scuola 2009”, il nono rapporto di Legambiente sulla condizione dell’edilizia scolastica e dei servizi in Italia.
Secondo questo studio, continuano a crescere le scuole italiane illuminate da fonti a basso consumo (51,48%), mentre il 6,75% impiega fonti di energia rinnovabile e il 24,44% (16,49% nel 2007) adopera altre forme per risparmiare energia, usando valvole termostatiche, strumenti per la regolazione climatica, cellule fotoelettriche.
Maggiormente vengono adoperati materiali sostenibili per la realizzazione e ristrutturazione delle scuole e adottate sistemi di bioarchitettura per i nuovi edifici. Dai materiali più naturali alla progettazione di nuove strutture che ricavino il maggior utile dalla luce del sole, la tendenza è quella di ottenere edifici che gravino il meno possibile nei limiti di inquinamento e impatto ambientale.
Prato si conferma in vetta alla classifica per la qualità degli edifici scolastici di recente costruzione, forniti di certificazioni di sicurezza, con la raccolta differenziata molto diffusa e utilizzo di energie rinnovabili. Le scuole sono composte da giardini, aree verdi, in alcuni casi sono stati installati pannelli coibentati in legno per non sperdere il calore e sistemi di recupero delle acque piovane per l’impianto antincendio.
Segue nella classifica Biella (2ª) dove l’amministrazione comunale, per mezzo di un ordinamento edilizio, ha favorito nelle scuole lo sviluppo di forme energetiche a basso impatto ambientale e ad alta efficienza (coibentazione dei tetti, finestre con vetro-camere, valvole termostatiche).
Al terzo posto troviamo Terni, dove in quasi tutti gli edifici è stata effettuata la manutenzione straordinaria e nelle scuole sono cresciute le attività ecocompatibili come la raccolta differenziata (soprattutto di carta, plastica e vetro) e il risparmio energetico (istallazione di centraline di regolazione climatiche).
Il centro nord si conferma come l’area predisposta per una politica costituita da edifici scolastici sostenibili. Le prime città toscane sono Livorno (6ª) e Firenze (8ª) e le città emiliane tra cui Forlì (5ª) e Parma (7ª), che mostrano particolare attenzione a questioni inerenti la manutenzione e la sostenibilità.
Al sud si e’ sempre investito poco in edilizia scolastica e solo la città di Lecce ha messo in atto le scuole con energia rinnovabile .
Le grandi città sono attente al risparmio energetico e alla messa in sicurezza delle scuole: nella classifica troviamo Torino (30ª), Roma (35ª) e Napoli (51ª), mentre Palermo (66ª) ha installato in alcune scuole pannelli solari fotovoltaici e termici mentre sono bocciate Genova (79ª) Messina (86 ª), Treviso (85ª) e Salerno (84ª).
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